Rogito in ritardo o saltato: Cosa rischi davvero?

La data del rogito non è un semplice "promemoria", ma un obbligo contrattuale che segna il passaggio di proprietà e del denaro. Ma cosa succede se il giorno stabilito dal notaio la firma non arriva?

Le conseguenze variano drasticamente a seconda di chi ha causato il ritardo e di come è stato scritto il contratto preliminare. Ecco i tre scenari critici.

1. Se la colpa è dell'Acquirente (Mutuo o ripensamenti)

L'acquirente è la parte che più spesso rischia di mancare l'appuntamento, solitamente per ritardi nella delibera del mutuo o mancanza di fondi.

2. Se la colpa è del Venditore (Casa non libera o irregolare)

Il venditore potrebbe non essere pronto perché l'immobile è ancora occupato, o perché sono emersi problemi urbanistici dell'ultimo minuto.

3. Il fattore Banca: La trappola del Mutuo

Il ritardo della banca è il "nemico invisibile". Molti pensano che se la banca ritarda, la colpa non sia loro. Errore.

La clausola salvavita: Se nel preliminare non è presente una clausola sospensiva legata al mutuo, il ritardo della banca ricade interamente sull'acquirente, che risulterà inadempiente e rischierà di perdere la caparra. Se la clausola c'è, il contratto si scioglie senza penali.

💡 Proroga Consensuale: La soluzione indolore

Se entrambe le parti sono ragionevoli, il problema si risolve con una proroga scritta. Se venditore e acquirente concordano una nuova data, l'obbligo si sposta senza sanzioni. Il segreto è la comunicazione costante: avvisare con anticipo di un intoppo può salvare l'intera operazione.

🧭 Come evitare il disastro

Per arrivare al rogito senza stress, segui queste tre regole:

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